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Fatti avanti Amore! «Perché tutti noi siamo stati concepiti per un fine assoluto: amarci». Fatti avanti Musica! Perché Nek è stato concepito anche per un secondo fine: esaltare l’amore assoluto con il suo talento artistico, la sua umanità, la sua sincerità, la sua sensibilità, la sua straordinaria capacità di raggiungere il cuore delle persone. L’album “Prima di parlare”, in uscita il 2 marzo su etichetta Warner Music, marca una nuova impronta profonda e indelebile nell’eccellenza del suo percorso artistico dopo il passo falso dell’edema alle corde vocali che l’aveva costretto al riposo forzato. Lanciato dall’impeto rock del singolo “Fatti avanti amore”, che ha segnato il ritorno al Festival di Sanremo diciotto anni dopo “Laura non c’è”, il dodicesimo album di studio “Prima di parlare” potrebbe essere considerato il suo terzo greatest hits, perché gli 11 brani inediti – più la rilettura di “Se telefonando” di Mina interpretata a Sanremo con cui ha vinto nella serata dedicata alla tradizione della canzone italiana – sono tutti potenziali singoli in grado di entrare nella galleria dei successi di una carriera ultraventennale da popstar internazionale con oltre 8 milioni di dischi venduti.
«Voglio molto bene a questo disco – spiega Nek – perché penetra ancora più profondamente nella mia vita privata. Ogni canzone ha un aspetto autobiografico: anche brani come “Credere amare resistere” in cui mi faccio portavoce delle sofferenze reali di persone che ho conosciuto. Il questo album mi sento più coinvolto rispetto alle precedenti produzioni, perché oltre alle musiche ho partecipato più attivamente ai testi. Non si finisce mai di imparare: io mi sto capendo meglio e sento che sto evolvendo sempre più. Il merito è anche del mio nuovo team di lavoro: da Luca Chiaravalli, che ha prodotto l’album assieme a me, a tutti gli altri autori. Per me il lavoro di squadra è sacro: la condivisione mi stimola e grazie all’entusiasmo con cui abbiamo collaborato, mi sono riscoperto ancora più amante del mio lavoro. L’energia che si è creata fra noi è così forte, che sono già al lavoro sul prossimo disco».
L’accattivante suono ipnotico della titletrack “Prima di parlare” («Un dialogo autentico e viscerale che sa di vita, di quotidianità, di colpe, di rancore, di amore profondo. È una richiesta specifica di ascolto: un modo per fare ordine sulle priorità») è la scossa iniziale di una tensione elettrica che corre su fili elettro-pop-rock lungo tutte le tracce dell’album omonimo. «Questo è un disco luminoso: l’antitesi del precedente, che era più essenziale, più rock, più tetro. Io ho suonato quasi tutti gli strumenti, poi abbiamo aggiunto un quartetto archi e c’è l’avvento dell’orchestra. Abbiamo unito classico ed elettronica per dare una chiave di lettura alternativa al mio modo di fare pop. Una delle caratteristiche principali di questa produzione è la filosofia da live con cui abbiamo approcciato tutte le canzoni, che sono state messe a fuoco direttamente in fase di registrazione grazie all’alchimia e al grande pathos che si è creato nel gruppo».

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