“Una parte di me”, il mio nuovo album raccoglie dieci canzoni inedite. E’ il frutto di due anni di lavoro intenso, di notti insonni, di impegno costante… un continuo saliscendi di delusioni momentanee e di entusiasmi repentini. In questo momento della mia vita ho sentito il bisogno di intraprendere un viaggio più intimo, riflessivo che mi aiutasse a leggermi a fondo e che mi raccontasse così come sono adesso. Ho voluto entrare nel fondo della mia anima: nelle mie incertezze, nei miei sogni, nel mio coraggio e nei miei timori … nel mio essere me stesso. Questo nuovo lavoro è l’attesa di un appuntamento con degli amici che non vedi da un po’ e ti aspetti, quando li incontrerai, di ricominciare il discorso proprio da dove lo avevi interrotto.
Nek
Contromano Ecco una canzone che in realtà è un breve viaggio anche ideale di un lui e di una lei ansiosi di fuggire dalla quotidianità per seguire l’istinto, la voglia di evasione, il desiderio di sentirsi più liberi. Quante volte, nella vita di tutti i giorni, ci si sente un po’ in gabbia, stretti dagli obblighi e tremendamente bisognosi di stimoli.
Lascia che io sia Il rapporto affettivo tra due persone può essere letto usando diverse chiavi. La canzone è la prosecuzione ideale di “Almeno stavolta” e tratta il tema della provvisoria, o definitiva, distanza.
L’inquietudine Una notte di assoluta solitudine, lo scorrere del tempo, il silenzio, facilitano l’introspezione ed amplificano quell’apprensione che non può non accompagnare ognuno di noi. E, come spesso accade, il pensiero di lei – la persona della quale ti puoi fidare e con la quale puoi condividere le tue ansie – arriva insieme all’alba, che sempre e comunque sostituisce anche la notte più lunga, e ti trasmette un senso di positività.
Notte bastarda La voglia di affrontare la notte – intesa come metafora del poco visibile, dello sconosciuto, del pericolo, del rischio – senza farsi raccontare la vita dagli altri capaci solo di riempirci le orecchie di parole altisonanti e moralistiche – spesso non in coerenza con il loro reale modo di essere. La voglia di tenere alto il diritto di affrontare la vita, magari anche sbagliando o pagando di persona.
Abbracciami E’ il seguito naturale de “L’inquietudine” e questa richiesta di un contatto fisico così semplice – in un rapporto che si suppone vada avanti da tempo – equivale ad una reciproca promessa di continuare a condividere il comune percorso umano… “il resto è da vivere” o meglio “da scrivere” con la voglia di rimanere protagonisti della nostra vita e del nostro futuro.
Darei di più di tutto quel che ho Ispirata alla poesia “Tango del viudo” di Pablo Neruda (che in realtà parla di un addio) coglie da quei versi l’attenzione per le piccole cose ed i consueti atti quotidiani che vengono esaltati e riempiti di significato da un momento di solitudine o di momentanea lontananza.
Va bene così E’ praticamente una litigata, di quelle che si va oltre e si dicono cose che non si vorrebbero dire. Dietro la collera palpabile del brano, al di là delle offese, si legge però la volontà positiva di tentare di ricostruire, mai di distruggere.
Una parte di me Un invito al dialogo, ad una revisione della storia, alla ragionevolezza. Quando tutto ci ricade addosso e si devono fare i conti con quello che un rapporto vero ti lascia nella pelle. In particolare quella sottile, reciproca compenetrazione per cui ognuno diventa una piccola parte dell’altro.
Non vale un addio In questo caso parlo con un amico che è in un grande momento di fragilità emotiva al punto che medita il suicidio. Ho imparato che un grande dolore ti lascia solo, e da solo devi affrontarlo. La vita è proprio un continuo perdersi e ritrovarsi e questo non può che dipendere da noi.
Io sono qui Anche se il pezzo, apparentemente, prevede la presenza di un’altra persona con la quale sto parlando, in realtà mi piace considerarlo come una metafora dove esalto i punti fermi della vita passando attraverso l’analisi degli abbandoni, dei tradimenti, dei treni persi o sbagliati, delle assenze, dei momenti nei quali non si crede più in nulla. Come una pubblica mia confessione.
E’ il frutto di due anni di lavoro intenso, di notti insonni, di impegno costante… un continuo saliscendi di delusioni momentanee e di entusiasmi repentini.
In questo momento della mia vita ho sentito il bisogno di intraprendere un viaggio più intimo, riflessivo che mi aiutasse a leggermi a fondo e che mi raccontasse così come sono adesso.
Ho voluto entrare nel fondo della mia anima: nelle mie incertezze, nei miei sogni, nel mio coraggio e nei miei timori … nel mio essere me stesso.
Questo nuovo lavoro è l’attesa di un appuntamento con degli amici che non vedi da un po’ e ti aspetti, quando li incontrerai, di ricominciare il discorso proprio da dove lo avevi interrotto.
Nek
Contromano
Ecco una canzone che in realtà è un breve viaggio anche ideale di un lui e di una lei ansiosi di fuggire dalla quotidianità per seguire l’istinto, la voglia di evasione, il desiderio di sentirsi più liberi. Quante volte, nella vita di tutti i giorni, ci si sente un po’ in gabbia, stretti dagli obblighi e tremendamente bisognosi di stimoli.
Lascia che io sia
Il rapporto affettivo tra due persone può essere letto usando diverse chiavi. La canzone è la prosecuzione ideale di “Almeno stavolta” e tratta il tema della provvisoria, o definitiva, distanza.
L’inquietudine
Una notte di assoluta solitudine, lo scorrere del tempo, il silenzio, facilitano l’introspezione ed amplificano quell’apprensione che non può non accompagnare ognuno di noi. E, come spesso accade, il pensiero di lei – la persona della quale ti puoi fidare e con la quale puoi condividere le tue ansie – arriva insieme all’alba, che sempre e comunque sostituisce anche la notte più lunga, e ti trasmette un senso di positività.
Notte bastarda
La voglia di affrontare la notte – intesa come metafora del poco visibile, dello sconosciuto, del pericolo, del rischio – senza farsi raccontare la vita dagli altri capaci solo di riempirci le orecchie di parole altisonanti e moralistiche – spesso non in coerenza con il loro reale modo di essere. La voglia di tenere alto il diritto di affrontare la vita, magari anche sbagliando o pagando di persona.
Abbracciami
E’ il seguito naturale de “L’inquietudine” e questa richiesta di un contatto fisico così semplice – in un rapporto che si suppone vada avanti da tempo – equivale ad una reciproca promessa di continuare a condividere il comune percorso umano… “il resto è da vivere” o meglio “da scrivere” con la voglia di rimanere protagonisti della nostra vita e del nostro futuro.
Darei di più di tutto quel che ho
Ispirata alla poesia “Tango del viudo” di Pablo Neruda (che in realtà parla di un addio) coglie da quei versi l’attenzione per le piccole cose ed i consueti atti quotidiani che vengono esaltati e riempiti di significato da un momento di solitudine o di momentanea lontananza.
Va bene così
E’ praticamente una litigata, di quelle che si va oltre e si dicono cose che non si vorrebbero dire. Dietro la collera palpabile del brano, al di là delle offese, si legge però la volontà positiva di tentare di ricostruire, mai di distruggere.
Una parte di me
Un invito al dialogo, ad una revisione della storia, alla ragionevolezza. Quando tutto ci ricade addosso e si devono fare i conti con quello che un rapporto vero ti lascia nella pelle. In particolare quella sottile, reciproca compenetrazione per cui ognuno diventa una piccola parte dell’altro.
Non vale un addio
In questo caso parlo con un amico che è in un grande momento di fragilità emotiva al punto che medita il suicidio. Ho imparato che un grande dolore ti lascia solo, e da solo devi affrontarlo. La vita è proprio un continuo perdersi e ritrovarsi e questo non può che dipendere da noi.
Io sono qui
Anche se il pezzo, apparentemente, prevede la presenza di un’altra persona con la quale sto parlando, in realtà mi piace considerarlo come una metafora dove esalto i punti fermi della vita passando attraverso l’analisi degli abbandoni, dei tradimenti, dei treni persi o sbagliati, delle assenze, dei momenti nei quali non si crede più in nulla. Come una pubblica mia confessione.